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Sinistro stradale: la tutela del terzo trasportato

Il terzo trasportato è quel soggetto che subisce un danno viaggiando trasportato sul vettore condotto da altro individuo; la suddetta qualità può essere rivestita anche del proprietario del veicolo incidentato che, per l’appunto, nell’occasione veniva trasportato sullo stesso.

Il Codice Civile e quello delle Assicurazioni Private (C.d.A., D.Lgs. n. 209/2005) offrono una duplice possibilità per conseguire il ristoro del danno laddove il terzo trasportato -danneggiato- potrà, 1) esercitare l’azione giudiziaria ordinaria nei confronti degli altri soggetti coinvolti nel sinistro stradale (ovvero i proprietari dei veicoli e le rispettive Compagnie di Assicurazione) ai sensi degli artt. 2043 e 2054 c.c., nonché dell’art. 144 C.d.A.; 2) agire, ex art. 141 C.d.A., direttamente nei confronti dell’Impresa Assicuratrice del veicolo sul quale egli viaggiava (c.d. “azione diretta”). Quest’ultima eventualità è applicabile ai sinistri che vedano coinvolti due o più veicoli a motore, identificati e coperti da assicurazione ai sensi del Codice delle Assicurazioni Private e comprende il risarcimento per i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti nell’occasione dal terzo trasportato, entro il massimale minimo di legge e fermo restando il disposto dell’art. 140 C.d.A.; viceversa, la suddetta procedura non è esperibile nel caso in cui il sinistro si sia verificato per caso fortuito, laddove non abbia coinvolto altri veicoli a motore oltre al vettore, ovvero quando i restanti mezzi di trasporto non risultino coperti da assicurazione obbligatoria.

La norma, l’art. 141 C.d.A.: “Salva l’ipotesi di sinistro cagionato da caso fortuito, il danno subito dal terzo trasportato è risarcito dall’impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro entro il massimale minimo di legge, fermo restando quanto previsto all’articolo 140, a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro, fermo il diritto al risarcimento dell’eventuale maggior danno nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile, se il veicolo di quest’ultimo è coperto per un massimale superiore a quello minimo. Per ottenere il risarcimento il terzo trasportato promuove nei confronti dell’impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro la procedura di risarcimento prevista dall’articolo 148. L’azione diretta avente ad oggetto il risarcimento è esercitata nei confronti dell’impresa di assicurazione del veicolo sul quale il danneggiato era a bordo al momento del sinistro nei termini di cui all’articolo 145. L’impresa di assicurazione del responsabile civile può intervenire nel giudizio e può estromettere l’impresa di assicurazione del veicolo, riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del capo IV. L’impresa di assicurazione che ha effettuato il pagamento ha diritto di rivalsa nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile nei limiti ed alle condizioni previste dall’articolo 150”.

La ratio sottesa alla norma in esame è quella della tutela della c.d. “parte debole”, ovvero il terzo trasportato, al fine di agevolare il conseguimento del risarcimento nei confronti della Compagnia di Assicurazione, oltretutto dispensandolo dall’onere probatorio rispetto alla effettiva distribuzione della responsabilità tra i conducenti dei veicoli coinvolti nell’evento dannoso, eventualità nella quale il risarcimento medesimo potrà essere ridotto ovvero escluso del tutto in base alle circostanze specifiche, accertate in sede giudiziale.

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