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La conoscenza dello stato di insolvenza da parte del terzo e la necessità della prova

In tema di revocatoria fallimentare, la conoscenza dello stato di insolvenza dell’imprenditore da parte del terzo, pur se desumibile da elementi indiziari, caratterizzati dai requisiti di concordanza, precisione e gravità, deve essere effettiva e non meramente potenziale.

È questo il principio affermato dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 10500/19, depositata lo scorso 15 aprile. In seguito alla dichiarazione di fallimento di una S.r.l. da parte del Tribunale di Pescara, la curatela proponeva azione revocatoria fallimentare di tre pagamenti mediante assegni, eseguiti dalla società fallita nei due anni antecedenti al fallimento, in favore di un’altra società per l’acquisto di numerosi telefoni cellulari. La Corte d’Appello accoglieva tale azione per validità della prova. Così, quest’ultima società proponeva ricorso per Cassazione. Intervenuta sul punto, la Suprema Corte ha ribadito che in tema di revocatoria fallimentare la conoscenza dello stato di insolvenza dell’imprenditore da parte del terzo, quand’anche possa essere desunta da elementi indiziari, deve essere effettiva e non meramente potenziale. Da ciò deriva la necessità della prova di concreti elementi di collegamento con detti indizi, dai quali si possa desumere che il terzo, facendo uso della normale prudenza, non possa non aver percepito la situazione di dissesto in cui versava il debitore. Nel caso di specie, la Corte d’Appello ha omesso di accertare le condizioni in cui il Terzo si era trovato ad operare, facendo falsa applicazione delle regole fondamentali di inferenza dell’elemento soggettivo dell’azione revocatoria fallimentare in rapporto al criterio distributivo dell’onere della prova. La Suprema Corte ha, quindi, cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la decisione nel merito alla medesima Corte d’Appello, che dovrà attenersi al principio di diritto delineato, secondo cui la conoscenza da parte del terzo dello stato di insolvenza dell’imprenditore, pur potendo desumersi da elementi indiziari, caratterizzati dai requisiti di concordanza, precisione e gravità, deve comunque essere effettiva e non meramente potenziale. A tal fine, dunque, occorre provare l’esistenza di concreti elementi di collegamento con tali indizi, dai quali possa desumersi che il terzo, facendo uso della normale prudenza e avvedutezza, non possa non aver percepito la situazione di dissesto in cui versava il debitore.

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